Un calcio a questo calcio

Una volta avevo un gioco, lo chiamavo calcio, era bello, bellissimo, e non smetteva mai di emozionarmi. Ma un brutto giorno.........

26 maggio, 2006

Ha scoperto l'acqua calda!

Andrea Pirlo interviene dal ritiro della Nazionale sullo scandalo intercettazioni:



"Noi del Milan siamo puliti. Le intercettazioni sul Milan non sono gravi perchè riguardano il nostro addetto agli arbitri che parlava con i dirigenti arbitrali”.

Lo ha detto il centrocampista rossonero riferendosi a Leonardo Meani.

(Non è mai sembrato molto sveglio..........ma non pensavo così).

11 maggio, 2006

Dal calcio allo sci, dai campi alle "piste".

Ci mancava solo la droga a rendere ancora più squallido tutto quello che stiamo vivendo.
Michele Padovano (foto sotto), l'ex calciatore di Juve e nazionale, è stato arrestato per spaccio e detenzione di droga.



Ma non è finita qui, poichè, grazie a delle intercettazioni telefoniche (e poi dicono che una telefonata allunga la vita), gli inquirenti hanno scoperto tra i clienti anche il suo ex compagno di squadra Gianluca Vialli (foto sotto), nelle ultime ore accostato più volte alla Juve come uno dei pilastri, scelti dagli Agnelli, da cui iniziare la rifondazione post-triade.
A questo punto bisogna rivedere i piani perchè non pensiamo che una squadra con ancora in piedi un processo per doping, appena travolta dallo scandalo Moggi-Gea-Arbitri e con l'ad. Giraudo indagato, in un'altra inchiesta, per falso in bilancio, possa ricostruirsi un'immagine puntando un uomo che faccia uso personale, seppur in quantità modeste, di droga.


Italiano all'estero sinonimo di vittoria

Dopo il voto del 9 e 10 Aprile tornano alla ribalta gli italiani all'estero. In questo periodo di black-out totale per il nostro calcio (come lo era stato per la politica), sono due nostri connazionali, Enzo Maresca e "Big Mac" Maccarone, emigrati rispettivamente al Siviglia (Spagna) e al Middlesbrough (Inghilterra), a restituire il sorriso a un movimento travolto da un susseguirsi di scandali senza precedenti. I due sono stati protagonisti nella finale di Coppa Uefa disputatasi a Eindhoven. Ha vinto la sfida Enzo Maresca non solo perchè il suo Siviglia è uscito trionfatore (4-0 il risultato finale), ma perchè è stato autore di una prestazione superlativa, condita con una doppietta di pregevole fattura. Un giocatore così lasciato andare al Siviglia (con tutto il rispetto l'ultimo suo titolo assoluto risale al 1948), quando uno come Vogel gioca nel Milan, scherzi del nostro calcio.
Un emozione, alla fine, vederlo alzare la coppa con il tricolore sulle spalle.


Grazie Enzo almeno tu ci hai restituito il sorriso e regalato emozioni (quelle che il nostro calcio non riesce più ha regalarci). Speriamo di rivederti esultare così (foto), in un'altra finale, magari mondiale, con una maglia italiana addosso.

10 maggio, 2006

C'è chi aveva già capito tutto.....


I giornalisti Leonardo Coen (milanista), Peter Gomez (interista) e Leo Sisti (juventino), come i più grandi profeti della storia. Nel loro libro "Piedi Puliti", la cui prima edizione risale all'Agosto del 1998 (dopo gli inquietanti fatti accaduti lungo tutta la stagione '97/'98, da tutti ricordata con il riduttivo triangolo Iuliano-Ronaldo-Ceccarini), ci avevano già annunciato quello che oggi, 8 anni dopo, stiamo vivendo. Rileggere oggi questo splendido, quanto sconcertante, libro, mette i brividi, e fa ancor più rabbia, perchè dimostra, se già non lo si pensava, che queste cose nell'ambiente erano praticamente a conoscenza di chiunque: figuriamoci se non le sapeva il dimissionario Carraro (all'epoca presidente di Lega). Un libro tutto da leggere per riflettere, stupirsi e, perchè no, incazzarsi.

Galliani a proposito delle dimissioni del presidente federale:

"Spero ci ripensi, nel calcio c'è ancora bisogno di lui!". (MAH!!)


08 maggio, 2006

Fuori uno...

La notizia era nell'aria da circa trent'anni, l'uomo delle poltrone (potrebbe essere il titolo della sua autobiografia), Franco Carraro (foto sotto), si è dimesso dalla carica, l'ennesima, di presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.


"Di fronte ad una vicenda grave e dolorosa come quella che scaturisce dal
materiale inviatoci dalla Procura di Torino e di fronte a sviluppi che
potrebbero esserci dalle indagini in corso da parte delle Procure di Roma e di
Napoli, non penso che il mondo del calcio possa permettersi che da parte di
alcuni addetti ai lavori e da alcuni rappresentanti dell'opinione pubblica si
discuta sull'opportunità che il Presidente Federale continui ad esercitare le
sue funzioni. Gli impegni della Federazione nei prossimi giorni e nei prossimi
mesi sono tali e tanti che necessitano un vertice federale nel pieno delle
proprie funzioni e concentrato sugli stessi. Per questo motivo - conclude
Carraro - con la presente rassegno le mie dimissioni affinchè il Consiglio
Federale, dove tutte le componenti della Federazione sono presenti, possa
discutere della questione in totale liberta. Sono sicuro che le decisioni che
emergeranno saranno nell'interesse del calcio"
.

Qui di seguito riportiamo la breve (ah ah ah!) carriera di dirigente sportivo di Franco Carraro (tratta da Wikipedia):

Campione europeo di sci nautico negli anni 1958, '59 e '60, la sua carriera di dirigente sportivo inizia nel 1962 quando divenne presidente della Federazione Italiana Sci Nautico, carica che manterrà fino al 1976. Sarà anche presidente della Commissione Tecnica dell'Unione Mondiale dello Sci Nautico dal 1963 al 1967 e presidente dello stesso ente dal 1967 al 1973.
La sua notorietà a livello nazionale crebbe notevolmente nel
1967, quando -alla morte del padre- divenne presidente dell'AC Milan, carica che terrà fino al 1973.
In seguito, divenne una delle principali personalità della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), ricoprendo numerosi incarichi dirigenziali, che gli valgono il soprannome di poltronissimo:
dal
1966 al 1968 membro del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Professionisti;
dal
1968 al 1972 Consigliere Federale;
nel
1971 presidente della Commissione per i rapporti fra la FIGC ed il Sindacato Calciatori;
dal
1972 al 1974 presidente del Settore Tecnico;
dal
febbraio 1973 vicepresidente della FIGC e dal giugno 1973 presidente della Lega Nazionale Professionisti;
Presidente della FIGC dal
1 agosto 1976 fino al 1978;
Presidente del CONI dal
1978 al 1987;
dal
9 luglio 1986 al 29 luglio 1987, Commissario Straordinario della FIGC;
Presidente della Lega Nazionale Professionisti dal
21 febbraio 1997 al 28 dicembre 2001;
dal
28 dicembre 2001 all'8 maggio 2006 è Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Dal 1982 è membro del Comitato Olimpico Internazionale.

Ma non è finita con lo sport. Da leccarsi i baffi la sua carriera extrasportiva:

Franco Carraro è stato per tre volte Ministro dello spettacolo: nei governi Goria, De Mita e Andreotti VI. Dal 1989 al 1993 è stato sindaco di Roma per il Partito Socialista Italiano. La sua giunta, tuttavia, fu travolta dagli arresti, e Carraro non si ricandidò alle elezioni amministrative del 1993. In seguito, preferì dunque rivolgere la sua attenzione a campi diversi dalla politica, dedicandosi in particolare al management di banche ed imprese. Dal 1994 al 1999 è presidente del colosso Impregilo, e ne è direttore fino al 2002. Dal 1995 al 2000 è presidente anche di Venezia Nuova Consortium. Tra il 1999 ed il 2000, è vicepresidente di Mediocredito (la merchant bank della ex Banca di Roma, ora Capitalia), di cui è presidente dall'aprile del 2000.

Improvvisamente l'illuminazione.......

Se tutte le poltrone occupate da quest'uomo in quasi mezzo secolo di storia italiana fossero state distribuite, avremmo risolto l'annoso problema della disoccupazione.

.......Averci pensato prima!

07 maggio, 2006

Questo non vi sembra troppo?

"O VERGOGNA, DOV'E' IL TUO ROSSORE?"

(Shakespeare, Amleto, atto III, scena IV)

Stralcio della conferenza stampa di Antonio Giraudo, indetta per rispondere alle infamanti e "infondate" (sic!) accuse basate su presunte intercettazioni telefoniche:

«Non siamo stati neppure informati di un'indagine a nostro carico che andava avanti da parecchi mesi. Lo abbiamo appreso soltanto dalla stampa, dopo essere stati accostati a lungo a chi ha commesso reati. È un'incredibile violazione dei diritti fondamentali dei cittadini. Per sette anni siamo stati insultati in tutti gli stadi d'Italia per un processo in cui la sentenza ha disintegrato accuse infamanti. Evidentemente in Italia sono più i polveroni che le chiacchiere. Ho letto che il nostro silenzio è figlio della paura ma è una affermazione assolutamente falsa e incredibile. Purtroppo ci mancano il carisma di Gianni e Umberto Agnelli e qualcuno ne approfitta per mancarci di rispetto. Stiamo pagando tutto questo, ma si ricrederanno anche questa volta».

Qui di seguito un esempio di come può essere una presunta intercettazione telefonica:

MOGGI: "Oh, a Messina mandami Consolo e Battaglia. Con Cassarà,
eh?".

PAIRETTO: "Già fatto".

MOGGI: "A Livorno Rocchi, eh?".

PAIRETTO: "A Livorno Rocchi, sì".

MOGGI: "E al "Berlusconi" Pieri, mi raccomando".

PAIRETTO: "Non l'abbiamo ancora fatto".

MOGGI: "Lo facciamo dopo, dai".

Puntualmente, il 27 agosto, l'arbitro al Meazza sarà Pieri.

Un uomo (Giraudo) che attacca chi ha fatto uscire il caso, invece di preoccuparsi di spiegare gli sconcertanti contenuti, che ci fa la morale sui diritti quando proprio lui li ha calpestati senza pietà. Un altro, il compare (Moggi), che, padre e marito, per un mese e mezzo non ha fatto altro che chiamare l' amante (Pairetto) e gli amici (Mazzini, Baldas, Biscardi, Tosatti....) per organizzare delle macchinazioni che di lecito non hanno nulla. Dei tifosi che, invece di linciare dei balordi, che hanno calpestato la storia e l'immagine di una delle società più gloriose al mondo, si stringono attorno agli accusati come in un grande, orrendo, abbraccio.

ABBIAMO TOCCATO IL FONDO. (O almeno lo spero!)

06 maggio, 2006

Mi hanno rotto il giocattolo e non solo quello

E' come svegliarsi una mattina e scoprire che una delle cose a cui più tenevi, per cui tanto avevi dato (e nel caso degli interisti, poco ti aveva restituito), che ti faceva emozionare nel bene e nel male, sempre e comunque, non c'è più.

E se c'è ancora non è come tu te la ricordavi, come vent'anni fa tuo padre te l'aveva fatta conoscere, portandoti "a cavalluccio allo stadio", e facendoti uno dei regali più grandi che si possa ricevere, una passione e una fede che ti avvolgeva e avvinceva 24 0re su 24, 7 giorni su 7.
Una volta aspettavi trepidante la domenica, non per la messa (non ci sarebbe comunque niente di male), ma perchè non vedevi l'ora che arrivassero quei fantastici 90°, volevi viverli o allo stadio, rigorosamente e felicemente con papà, o ascoltando la "radiolina", da solo o con gli amici. Si poteva vincere o perdere ma erano momenti fantastici, unici e irripetibili. Oggi no, questa poesia non esiste più, e io, per fortuna, ho fatto appena in tempo ad assaporarla. Oggi c'è Sky (che in inglese significa cielo, ma almeno guardare quello non costa così tanto), partite tutti i giorni, e per le società è più importante contare i cartelloni pubblicitari esposti, che soddisfare e agevolare gli spettatori paganti (che danno pure fastidio, perchè se sono lì di certo non stanno usufruendo della pay-per-view, il cui significato è chiaro anche senza traduzione).
Ma siccome al peggio non c'è mai fine, adesso si scopre che tutta la dedizione che mettevamo per coltivare la nostra passione era inutile, perchè qualcuno (nella foto a sinistra, un esempio puramente casuale di questo qualcuno) sapeva già tutto, o meglio aveva già deciso tutto, lasciandoci l'illusione, come si fa con i matti, che quello che stavamo vivendo fosse reale. Ebbene non lo era. Era come leggere il libro di storia e sperare che Napoleone (nella foto a destra) vincesse la battaglia di Waterloo. Ma se la storia non si può cambiare, l'attualità sì. Finchè siamo in tempo (e ce ne resta veramente poco) dobbiamo salvare il nostro calcio dai giochi di potere di un sistema malato, che sta trascinando in un baratro senza fine, una delle cose più belle che l'uomo, tra una guerra e l'altra, sia mai stato in grado di creare.